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ETIMOLOGIA DEL NOME

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domenica 29 novembre 2009

Un appello da firmare!

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra".

don Luigi Ciotti (Presidente di Libera e Gruppo Abele)


Le osservazioni di Don Ciotti mi paiono davvero sensate. Le appoggio. Qualora lo riteniate opportuno, è possibile firmare l'appello al link seguente : http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780

venerdì 27 novembre 2009

"Un paese immaginario"

Questo è un paese immaginario. All'angolo di una via c'è una salumeria. Entra in negozio un vigile urbano, ha il compito, tra l'altro, di verificare la bilancia. Dopo alcune allusioni, mezze frasi, e occhiatine, il vigile esce con un paio di borse della spesa ricolme. Le ha avute gratis e in cambio non ha controllato nulla. Il negoziante può continuare a vendere la carta della confezione allo stesso prezzo del prosciutto. Due piani sopra, nello stesso edificio, una signora sta pagando l'idraulico che le ha appena aggiustato il rubinetto. "Se vuole la fattura sono centoventi euro, se non la vuole novanta, un piccolo sconto." "Faccia senza fattura, non mi serve, grazie per lo sconto."A due passi c'è l'ufficio delle imposte. Un distinto signore sta parlando con il funzionario a proposito di una presunta evasione. Dopo un po', quando ha capito che non rifiuterà, gli fa scivolare tra le mani una busta piena di denaro. Ancora qualche scambio di battute, si stringono la mano e si salutano: l'evasione è scomparsa. Poco più in la c'è una banca. Entra un cliente, titolare di conto corrente. Saluta il cassiere, apra la valigetta che porta con sé e pone sul banco una serie di mazzette di banconote. Il cassiere, allertato dal direttore, gli suggerisce il sistema per depositarle sfuggendo ai controlli antiriciclaggio. Intanto nella stessa banca, negli uffici della dirigenza, si approva l'idea di suggerire ai clienti meno importanti l'acquisto di bond che diverranno presto carta straccia. Due isolati più in la c'è il palazzo di giustizia (i lavori di sopraelevazione sono stati assegnati all'impresa che ha versato una cospicua tangente). Un avvocato e un giudice stanno mercanteggiando l'esito di un processo che riguarda persone potenti. Nelle prigioni vicine un altro avvocato millanta al cliente le sue entrature con il gip che segue il processo: "Sei messo male, ma la libertà è cosa fatta con un adeguato regalo al giudice". Nel suo studio, un altro avvocato, riceve un nutrito "fondo spese" senza fattura, esentasse. un paio di chilometri più in là, allo stadio, c'è la partita. L'arbitro fischia un rigore assai dubbio a favore della squadra di casa, dai cui dirigenti aveva ricevuto qualche giorno prima in riconoscimento della sua competenza un bell'orologio di marca. La sera, in un luogo appartato, l'esponente di un grande partito riceve una borsa dal dirigente dell'impresa capofila nella costruzione della metropolitana. Sono le tangenti meticolosamente raccolte fra tutte le società che partecipano ai lavori. Chi le riceve chiama al telefono i colleghi degli altri partiti che contano: "Ci vediamo domani", e l'indomani il denaro viene spartito secondo tariffe prestabilite, un tanto a ciascuno, a percentuale variata a seconda del peso politico. La sera tardi, in una strada di periferia, un distinto signore contratta le grazie di una ragazzina "importata" da un paese più povero con l'inganno e ridotta tramite violenza e minacce in condizioni non lontane dalla schiavitù. La mattina seguente nell'ospedale civile vengono impiantate valvole cardiache che si dimostreranno difettose, il cui acquisto era stato accompagnato (anche quello) da tangenti. Frattanto alcuni medici di base prescrivono ai loro clienti esami dei quali non hanno bisogno, da effettuare in cliniche private con spese a carico della regione, o specialità di industrie farmaceutiche che già li hanno invitati al convegno - weekend tutto compreso per medico e famiglia - in una rinomata località balneare. In una caserma vicina il maresciallo della fureria si porta a casa, ben confezionato per essere conservato in freezer, un quarto di bue destinato alla mensa sottufficiali, e nei locali del comando si perfezionano contratti d'acquisto per forniture di dubbia utilità, in cambio, anche qui, di un po' di denaro contante. Tre strade più in la c'è un cantiere edile: bussa agli uffici l'ispettore del lavoro, dovrebbe controllare presenza e adeguatezza delle misure antinfortunistiche. Gli mettono in mano un elenco di oggetti (elmetti, cinture di sicurezza, scarpe antiscivolo) e una busta (di soldi), compila la sua certificazione di regolarità del cantiere e se ne va. All'istituto delle pensioni c'è qualcuno che falsifica i dati al computer di chi l'ha pregato (con obolo) di farlo apparire professionalmente più anziano di quello che è. Senza neanche chiedere un compenso, il medico di base rilascia su richiesta telefonica un certificato di malattia al dipendente pubblico che si è allungato un po' le vacanze. Il titolare delle pompe funebri ha stabilito un accordo con gli infermieri dell'ospedale: un tot per la notizia in esclusiva di ogni decesso. Intanto il benzinaio ha apportato qualche modifica agli erogatori di carburante, per lucrare quasi impercettibili differenze di prezzo per litro, che diverranno sommette alla fine della settimana; i sottufficiali della polizia tributaria sono addolciti dalla solita busta e il loro controllo dei conti della grande compagnia darà risultati del tutto regolari. La marca del cibo alla mensa scolastica è scelta in cambio di soldi; sempre per soldi qualcuno consente che in carcere entri qualche stupefacente; agenzie di pubblicità e di consulenza aiutano i loro clienti a creare fondi occulti, restituendo in nero parte del prezzo delle prestazioni. Inreprensibili imprenditori si rivolgono al crimine organizzato per far sparire i rifiuti tossici e pericolosi prodotti dalle loro aziende. Un giornalista decanta sul proprio giornale pregi e virtù del tale oggetto, dopo essere stato adeguatamente invogliato; si costruiscono e ricostruiscono alcune autostrade perché è stato lesinato il cemento; si truccano i concorsi per essere ammessi all'università; si rendono edificabili terreni che dovrebbero essere destinati a parco (ancora in cambio di soldi); si paga per farsi assegnare la costruzione della pista del nuovo aeroporto, per essere preferiti nella fornitura di materiale ferroviario, per ottenere un posto al cimitero. Poi, c'è la mafia. C'è chi una volta al mese ( la dove la mafia è più forte) passa tra i vari negozi e le imprese per raccogliere il "premio dell'assicurazione contro gli atti vandalici", la tariffa della "protezione" garantita a chi non si oppone alla riscossione. C'è chi si infila nelle istituzioni, chi chiede e ottiene per la mafia la propria parte di appalti. C'è chi traffica droga, e chi esseri umani. C'è anche (talvolta, ma c'è) chi fa degli accordi anche a bassi livelli: il poliziotto che tira a campare, e riceve favori (denaro, coca, ragazze compiacenti) in cambio di chiudere un occhio. Trionfano il sotterfugio, la furbizia, la forza, la disonestà sotto l'apparenza delle leggi uguali per tutti, del rispetto per ogni diritto di base. Coloro che si attengono alle leggi formali (che non è detto siano pochi) sono scavalcati ogni giorno da chi non le osserva.

-Da "Sulle regole", di Gherardo Colombo-

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A questa analisi perfetta della nostra realtà, mi permetto di aggiungere che oltre ad essere scavalcati ogni santissimo giorno, siamo anche classificati come i fessi di turno e, talvolta, perfino non creduti. Ecco una tipica domanda che sono costretta a subire: "Tu mi vuoi dire che non evaderai il fisco potendo?" E io: "No, non lo evaderò". In risposta ricevo sguardi maliziosi e facce da miscredenti, se non vere e proprie canzonature.
Ritengo tutto questo altamente offensivo e non ne faccio una questione di mero orgoglio personale! Onestamente, non comprendo perchè io debba vedere messa in dubbio la mia parola. Perchè dovrei necessariamente omologarmi ad una filosofia di pensiero orientata nient'
altro che alla ruberia e all'elusione delle regole.
Certamente non è gratificante essere spettatori della corruzione dilagante e generalizzata (sia nelle alte che nelle basse sfere). Ma fino a che punto si può utilizzare come alibi la mancanza di onestà da parte dei potenti (molti) e degli altri?

Ieri ho avuto il privilegio di salutare privatamente il Dott. Gherardo Colombo, intervenuto nella nostra città per un convegno diretto agli studenti. Convegno a dir poco appassionante, fortemente voluto e frutto della stretta collaborazione tra il nostro Gruppo Amnesty e L'Università (locale) delle Tre Età.
Un'sperienza profondamente appagante ed arricchente.


mercoledì 25 novembre 2009

25 Novembre

Con la risoluzione n. 54/134, nel dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite indicò il 25 Novembre come Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. I Governi, le Organizzazioni Internazionali e le ONG, furono invitati ad organizzare eventi di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, in corrispondenza di questa celebrazione.
La data fu scelta tra molte, da un gruppo di donne attiviste nel corso di un incontro tenutosi in Colombia, in ricordo delle sorelle Mirabal, vilmente assassinate proprio il 25 novembre del 1960.
Patria Mercedes, Minerva Argentina e Antonia María Teresa Mirabal, furono tre sorelle dominicane che si opposero alla dittatura di Rafael Leonidas Trujillo.
Quando egli salì al potere, dietro spinta degli USA, spogliò molte famiglie dei beni, incamerandoli nel patrimonio personale. Tra queste famiglie c'era anche quella delle Mirabal, fondatrici del movimento democratico "14 Giugno". La lotta alla dittatura le portò diverse volte in carcere ed infine, nel 1960, alla morte. Per ordine di Trujillo stesso, furono bastonate e strangolate.
Si fece molto occultismo circa la notizia, inscenando perfino un incidente. Nonostante i biechi tentativi, l'opinione pubblica si dimostrò implacabile verso il dittatore, che fu ucciso l'anno successivo.

Alle bellissime sorelle, battezzate amorevolmente dal loro popolo "le Farfalle", voglio dedicare "Fly" di Einaudi.



Sposto ora la mia e la vostra attenzione sulla Bosnia Erzegovina.
Nel corso del conflitto avuto luogo 13 anni fa (1992-1995), come un macabro rito, si sono ripetuti numerosi casi di violenza sessuale sulle donne. Molte delle sopravvissute accusano ancora gravi problemi fisici e psicologici che degenerano in incubi ricorrenti, depressione, ansia, amnesie, mancanza di concentrazione, vergogna, sensi di colpa, sfiducia profonda nei confronti del prossimo, emicranie, disfunzioni sessuali e problemi di carattere ginecologico.
Si tratta di donne che hanno spesso perso i loro cari e a causa della stigmatizzazione sono doppiamente vittime, costrette a vivere ai margini della società, nella privazione più totale e nell'impossibilità di curarsi adeguatamente.

Secondo il diritto internazionale umanitario, la Bosnia ed Erzegovina è obbligata a fornire assistenza sanitaria e riparazione. Le autorità, hanno assicurato sostegno ed assistenza alle vittime civili, ma non alle vittime di violenze sessuali. Le leggi soffrono di lacune profonde e risultano totalmente discriminatorie, non riconoscendo queste donne come vittime e, pertanto, non garantendo alcuna forma di risarcimento.
Cosa di gravità estrema, i responsabili delle violenze seguitano a sottrarsi alle indagini ed alla giustizia, talvolta ricoprendo ruoli di potere o addirittura vivendo nelle stesse comunità delle vittime. Sono pochi i responsabili assicurati alla giustizia da tribunali internazionali e nazionali.
Nella repubblica di Srpska inoltre è stato posto un termine per la rischiesta di riparazione, il 31 gennaio 2007, senza considerare che molte donne in diritto, date le traumatiche condizioni, non erano in grado di farsi avanti e depositare la richiesta. Altre non erano al corrente della scadenza e, di conseguenza, non sono riuscite ad ottenere nei tutta la documentazione medica necessaria nei tempi previsti. Le domande pervenute successivamente sono state respinte.
Tutto questo è vergognoso.

domenica 22 novembre 2009

A voi, ragazzi...

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Un giorno intero ho riflettuto su se scrivere questo post o meno. Le parole sono sempre molto poche e quelle che ci sono rischiano di incorrere nella banalità, nell' inutilità. Infine ho deciso per il si; ma sarò molto breve, onde evitare inopportune ridondanze.
Voglio dedicare questa giornata a tutti i ragazzi deceduti in condizioni a dir poco sospette. L'elenco è di un'impressionante lunghezza. Niki Aprile Gatti, Stefano Cucchi, Marcello Lonzi, Manuel Eliantonio, Ihssane Fakhreddine, Gianluca Di Mauro, Renato Biagetti, Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri... Ragazzi miei coetanei, o poco più grandi.
Tutto questo non può lasciarmi distaccata e così dovrebbe essere per tutti. L'indifferenza mi fa schifo (e non conosco termine migliore per esprimere il ribrezzo che provo)!!! Faccio mie le parole di Gramsci.


L’Indifferenza è abulia,
è parassitismo,
è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli Indifferenti”
-A. Gramsci-

E vorrei guardare in faccia questi vigliacchi che, all'ombra di una qualsivoglia divisa, autorità o ideologia di bassa lega, hanno avuto tanto coraggio da prendersela con "un ragazzo" disarmato e indifeso.
Sono solo dei poveretti! Vili pusillanimi! Tutto sono! Meno che uomini.

Intanto Ornella (la mamma di Niki), finalmente, è riuscita ad ottenere attenzione da parte di Rai Uno. A lei lascio un abbraccio colmo d'affetto e ammirazione profonda per il grande coraggio.
Per voi tutti, lo stralcio di Tv7, approfondimento del Tg Uno, andato in onda venerdi notte scorso.



mercoledì 18 novembre 2009

Io e "Poetando"





(...) A distanza di quarant'anni dal suo esordio radiofonico, Maurizio Costanzo è dunque tornato alla sua grande passione come voce dall'etere, sulle frequenze di Radio Uno. Attento e sensibile interlocutore, Costanzo, oltre a far parlare l'Italia di ieri e di oggi, attraversata dallo straordinario quotidiano delle persone comuni, da voce a giovani artisti, appassionati di poesia, che raccontano in versi uno spaccato sociale, le problematiche dell'uomo di oggi, le persone che ce la fanno e quelle che rischiano di perdere; quelle che ogni giorno lavorano, amano, scrivono e viaggiano alla ricerca della vita e della felicità. Una straordinaria alchimia di personaggi, portatori sani di storie vere o verosimili in versi. Un patrimonio che non era giusto andasse perduto nella volatilità del mezzo radiofonico. In questo libro Costanzo ha raccolto i componimenti più originali e toccanti (...)

-Da "Poetando". L'uomo della notte.
Poesie sottovoce
ai microfoni di Radio Uno,
Aliberti
editore-

E' con profonda soddisfazione e felicità che accolgo d' esser definita giovane artista, portatrice sana di storie vere o verosimili; complimenti a dir poco lusinghieri. A testimonianza del fatto (fondamentale per me e per il mio percorso) che fortunatamente, talvolta, gli occhi con i quali ci guardano non sono quelli con i quali (noi) ci guardiamo.
Uno dei miei componimenti (confesso: continua a suonarmi strano definirlo tale) è contenuto in questa antologia, nella quale è presente anche Daniele Verzetti il Rockpoeta con dei versi stupendi. Ci tenevo a sottolinearlo con affetto e stima profondi, ogni giorno rinnovati.

Reinserisco il link dell'episodio radiofonico, nel corso del quale è stata data lettura del mio scritto. La volta scorsa, ricordo, c'erano problemi nel download; ora è stato corretto il disguido.
Faccio anche presente che serve scaricare Real Player per poter ascoltare questo tipo di file!

Cliccate sull'immagine

Arriverete così in Archivio Puntate e successivamente cercate e cliccate sulla Trasmissione del 26 maggio 2009. La prima che trovate scorrendo, la seconda non carica.

Condivido con Voi amici tutto questo, il pezzo in playlist (uno dei più belli di sempre) ed in particolare questo passaggio iniziale...cui appartengo e che mi appartiene...
Possibilmente, chiudete gli occhi perchè...è così che va ascoltata.

Is this the real life, is this just fantasy?
Caught in a landslide, no escape from reality
Open your eyes, look up to the skies and see
I'm just a poor boy, I need no sympathy
Because I'm easy come, easy go
A little high, little low

Anyway the wind blows, doesn't really matter to me, to me



È questa la vera vita, è questa solo fantasia?
Perso in una frana, senza scampo dalla realtà
Aprite gli occhi, alzate lo sguardo verso il cielo e vedrete
Sono solo un povero ragazzo, senza bisogno di comprensione
Perché mi faccio trasportare facilmente
Un po' su, un po' giù
Comunque il vento continua a soffiare, a me in realtà non importa

lunedì 16 novembre 2009

L'Aria


L'Universo
...


L'Universo è, fin dalla sua genesi, disciplinato dalle leggi astrali; sia dal punto di vista macrocosmico che microcosmico. Queste permettono il perdurare di una condizione di equilibrio tra gli elementi che lo costituiscono.
Originati da ancestrale caos, fuoco, aria, acqua, e terra sono al di sopra dell’ordine di tutte le cose. Coesistenza e dipendenza sono i fattori che legano profondamente tali elementi fra loro, detenendo anche la capacità di mutarsi l’uno nell’altro. Partendo da talune peculiarità è possibile distinguere tra elementi attivi e passivi, superiori e inferiori. Il fuoco e l’aria sono elementi attivi e rinnovatori, mentre l’acqua e la terra sono elementi passivi e quiescenti. I primi (fuoco e aria), sottili e spirituali, appaiono perfetti e superiori ai secondi (acqua e terra), e possono intervenire su questi ultimi innalzandoli. Nel contempo i secondi, elementi inferiori, hanno la capacità di attirare a se quelli superiori, smorzandoli. Vi è poi un quinto elemento: l'etere. Composto della Pietra Filosofale, custode di immortalità, onniscenza e trasmutazione.


L'Aria
...


Etimologia.
Aria dal latino aer; dal greco aèr.

L'Aria incarna la globalità di ciò che è gassoso, inodore, insapore e comburente. Caratterizata dalla dote d'invisibilità, è certamente l'elemento più sottile: impossibile afferrrarla materialmente e catturarla.

L’aria è il luogo incorporeo.
E' l'involucro etereo dell'Universo.
E' energia vitale,
dalla quale la vita stessa non può prescindere.

Sua dimora è il regno racchiuso tra cielo e terra; quella zona di demarcazione nella quale si realizza il contatto tra spiritualità e materialismo.


Acquario
...

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Segno d'Aria.
Il mio segno d'Aria.
Lo celebro.

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