Translations can be approximate!

Vi prego di guardare

Per la dignità dei lavoratori Alitalia, alcuni di loro e il regista Francesco Cordio hanno autoprodotto "Tutti giù per aria - L’aereo di carta". A testimonianza del "fronte del no", dei mesi caldi della vertenza sulle sorti di una delle più grandi aziende nazionali. Con il contributo di attori come Ascanio Celestini, Dario Fo, Beppe Grillo e del giornalista Marco Travaglio.

venerdì 6 novembre 2009

Attese

Perchè sospirare donne?
Perchè sospirare?
L'uomo da sempre
non fa che ingannare!

Di questa o di quelle
infido amante
a nulla
rimane costante!

Cessate dunque
il pianto ed il soffrire
e l'uomo con gioia
lasciate fuggire!

Siate felici,
siate felici!
Lamenti e sospiri
trasformate sempre
in allegri raggiri!

-Molto rumore per nulla, Shakespeare-


I maschietti che seguono il mio Blog non me ne vogliano, per favore!
In realtà questo breve post va molto oltre i versi riportati. Si tratta delle parole di Beatrice (Emma Thompson), una delle protagoniste dell'opera in questione, direi molto poco velatamente rivolte a Benedetto (Kenneth Branagh) a seguito di una rottura amorosa, dettata dal profondo orgoglio di entrambi.
Nello spezzone del film che trovate, una scena divertentissima: quella in cui gli altri personaggi/amici, mettono in atto un tranello d'amore per i due, facendo emergere come in realtà si amino ancora.

Riflessioni Guernichensi.
Talvolta si hanno parole poco amorevoli per l'altro sesso dettate da forti amarezze; quelle dure e crude che premono sul cuore. Piccoli dettagli che diventano imperfezioni. Imperfezioni che creano attesa d'altro, di quanto concepito e sperato. E l'attesa si cela, a sua volta, in quelle parole amare.
L'orgoglio è certamente acerrimo nemico dell'amore.

Purtroppo non sono riuscita a trovare la versione italiana dello stralcio, spero voi capiate a sufficienza!




mercoledì 4 novembre 2009

La maledizione dell'oro nero e l'invisibile diaspora

(Immagine del delta del Niger, Nigeria)

Si paga caro l'acquisto della potenza; la potenza instupidisce.
-F.W. Nietzsche-


E’ noto come, paradossalmente, i Paesi più ricchi di petrolio siano, di fatto, quelli con condizioni economiche peggiori per le popolazioni; nonché maggior degrado ambientale, legato all’incuria di imprese petrolifere e governi locali.
Faremmo bene a non nasconderci dietro bieche leggi razziste (vedi il recente caso libico), e ai falsi ideali dei politici, tutti probi a tutelare i cittadini. Inviterei Lorsignori (santi subito!), piuttosto, ad interrogarsi sul perché tanti extracomunitari cerchino evasione dalle loro origini, affannandosi a raggiungere le terre promesse d’occidente, rischiando perfino la vita. Sul perché siano disposti a farsi sfruttare, maltrattare o a prostituirsi.
Non credo affatto si tratti di tendenza al masochismo o vocazione al martirio.
Le risposte e l’individuazione delle responsabilità sono semplici per un qualunque comune intelletto e, di conseguenza, non le si troveranno in questo post, seppure superficialmente indicate in esso al principio.



(Immagine deflagrazione di una bomba in Iraq)

Quando gli elefanti combattono è sempre l’erba a rimanere schiacciata.

-Proverbio africano-


Dalla data d’inizio (19 marzo 2003) ad oggi, la Seconda Guerra del Golfo ha causato la morte di circa 101.896 iracheni e 4.666 soldati occidentali, di cui la maggior parte statunitensi.

Inoltre, sono quasi cinque milioni gli iracheni costretti ad abbandonare le loro case: 2,5 milioni dislocati in Siria, Giordania, Libano ed Egitto; altri rifugiati nelle zone meno pericolose dell’Iraq stesso.

Ulteriore piaga è il totale disinteresse dell’opinione pubblica mondiale.


Di questo flusso incessante di persone nessuno parla, per indifferenza e totale carenza di informazioni dirette.
Antonio Stinelli, capo progetto ad Amman dell’ ONG italiana “Un ponte per”, sottolinea in un’intervista, come sia ormai difficile fare informazione: “Da anni ormai le immagini che arrivano al mondo occidentale dall’Iraq sono sempre le stesse, è materiale storico raccolto nei primi tempi del conflitto, quando c’era ancora la possibilità di informare liberamente, senza rischi”.


Precedentemente al conflitto, gli iracheni di ceto medio, nel loro Paese, godevano di istruzione e sanità di buon livello gratuite. Attualmente si trovano sprovvisti di documenti e lavoro, rendendo così improbabile una loro intercettazione.

Per ottenere residenza in Giordania una famiglia palestinese deve di mostrare di possedere 100 mila dinari (circa 100 mila euro). E dal 2009 si accede dall’Iraq in Giordania solo con un visto della valenza bimestrale. In caso di più lunga permanenza non autorizzata e scoperta, si è passibili di una multa pari a 1,5 dinari al giorno, per ogni giorno d'esubero.

Queste le ragioni per cui molti iracheni rinunciano a rientrare in patria e a far visita ai parenti rimasti .

Ricordo che la Giordania non aderisce alla Convenzione di Ginevra, corpo giuridico di diritto internazionale umanitario.


Un atto concreto a favore di questi civili è stato quello dell’organizzazione “Un ponte per”, ideatrice di una hotline tramite la quale le donne possono raccontare e trovare cure mediche adeguate, assistenza psicologica e legale essendo spesso vittime di violenza.

Un modo lodevole e umano per poter instaurare rapporti di fiducia.

Per ulteriori informazioni visitate ad i siti www.unponteper.it e www.jordanianwomenunion.org.


lunedì 2 novembre 2009

Lotta armata

Quanto ti ho amato nel corso della mia adolescenza,
solo tu lo sai.
Per quei motivi che esulano dalla ragione
e dalla reale conoscenza;
così,
platonicamente ma totalmente.
Stranezze di una Guernica.
Il modo di essere di una Guernica,
stregata dai fermi ideali;
quelli che mandano il sangue in circolo
e fanno battere il cuore,
aprire gli occhi al nuovo giorno
e ti rendono vivo.
Per questa passione
mi hanno chiamata "comunista",
ma ero disposta a qualunque appellativo per te,
Comandante.
E lo sono ancora.

*Non sono versi, è solo una dichiarazione.

Credo nella lotta armata
come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi.

(E. Guevara. Da Opere, v. 3, pt. 2)

Ammetto di credere questo anche io. Non dovrei, come Amnistiana, forse.
Tuttavia non posso ignorare la buona dose di esaperazione da condizione del Paese.
Certo, potrei sperare nella pressione dell'Opinione pubblica...
Di chi?
dell' Opinione pubblica,
ergo:
-quelli che basta loro la birra il sabato sera
e la musica a tutto volume in auto;
-quelli che "a me la politica non interessa";
-quelli che la loro massima aspirazione è andare al Grande Fratello (ribattezzato Grande Orfanello quest'anno);
-quelli che valgo se indosso una Griffe (Ma sono furbissimi! Beh pagare una borsa 350 euro, quando all'origine ne costa 26...che grandi!);
-quelli che sta bene rocco, sta bene tutta la rocca;
-quelli che fai schifo perchè tu ti sei fatta raccomandare, ma se posso mi faccio raccomandare pure io;
-quelli che il mio massimo problema è rifarmi le tette;
-quelli che "non sono stato io"!
-quelli che sono un delinquente ma mi professo persona per bene;
-quelli che...quelli che...quelli che...
...
siamo nella m*erda, amici miei!
Così, il cerchio si chiude e torno alla filosofia del Che.

Ma il pensiero, è infame, oramai lo so. Infido!
Tutto cambia per poi tornare come prima.
Allora...perchè affannarsi a cambiarlo?
Per chiarire cosa la mia mente sta metabolizzando, vi lascio uno stralcio di questo film( bellissimo peraltro), Giù la testa, di Sergio Leone.




Ebbene al termine del film la Rivoluzione si fa. Il personaggio dello sfogo, Juan Miranda (Rod Steiger), prenderà coscienza e vi parteciperà, a seguito di dolorose perdite.
Ebbene. Ritorno ancora una volta al pensiero originario. Con esso ho aperto e con esso chiudo.

Credo nella lotta armata
come unica soluzione per i popoli che lottano per liberarsi.
(E. Guevara. Da Opere, v. 3, pt. 2)

domenica 1 novembre 2009

Crazy Blog vs Crazy Guernica!



Ciao a tutti!
Scrivo per avvisarvi che sto per spaccare il pc, passarci sopra con i piedi e lanciarlo dalla finestra. Il perchè di tutta questa inaudita violenza è dovuto al fatto che odio perdere tempo!
Quindi se non mi vedrete e sentirete più, ne conoscete il motivo.

Sono esattamente tre ore che cerco di inserire un post sull'Iraq.
Nonappena lo pubblico mi sballa tutto il Blog: spariscono vecchie pubblicazioni e tratti di barra laterale, si automodificano i colori e appaiono (all'interno del post incriminato) scritte strane ed incomprensibili.

Credo di aver toccato il pgnc (picco giornaliero di nervosismo consigliato), pertanto ho deciso di non postare per oggi.

A presto (forse) e un bacio.



La mia colonna sonora, al momento.
Al concerto, durante questo pezzo ricordo che sono caduta e mi hanno recuperata per miracolo...ma fa niente, ci tornerei!
Oggi non cadrei, questo è certo.

Vado a ballare, nella mia sala e la mia musica, così evito di sfondare la tastiera!

mercoledì 28 ottobre 2009

Ti inventerò

E tu,
tormentati.

D'infiniti spasimi
narra prolisso le frontiere mie.





Sfiorisci.
E come divina delizia,

i tuoi caldi venti
percorrono gl'eremi.


I vigorosi lidi,

te celebrano,

abdicando scranni di castità.



Voluttuoso moto

mi coglie digiuna

e intestini fluidi s'addensano.


Destano il cuore.

Sconvolgono carni,

verga
a verga.



Mai nel vuoto
rovineranno le attese mie.

Perfino...t'inventerà,

la mia espressione felina.



lunedì 26 ottobre 2009

A tutti, soprattutto alle donne

Tra il 1980 e il 2000 il Perú ha vissuto un conflitto armato interno che ha causato un numero elevatissimo di violazioni dei diritti umani.
All'inizio degli anni '80 si svilupparono due formazioni di guerriglia: Sendero Luminoso, di ispirazione maoista, e il Movimento rivoluzionario Túpac Amaru. Si sarebbero rese responsabili, in particolare la prima, di una campagna di uccisioni, sabotaggi e attacchi militari tali da seminare il terrore in gran parte del paese.
A questa minaccia, lo stato peruviano rispose applicando una "Dottrina di sicurezza nazionale", che prevedeva una sistematica strategia del terrore nei confronti della popolazione civile.


La storia di quei 20 anni è riassunta nel rapporto redatto nel 2003 da un organismo indipendente, la Commissione per la verità e la riconciliazione (Cvr).
L'analisi della violenza nel paese stima in più di 69.000 le vittime (tra morti e desaparecidos) della violenza politica e della repressione statale e mette in luce il fatto che tre quarti di queste erano contadini e indios.

Il documento della Cvr punta il dito principalmente contro la guerriglia maoista, cui attribuisce la responsabilità di oltre la metà delle vittime. La politica della guerriglia consisteva nell'assassinare autorità o semplici cittadini che non volevano militare dalla sua parte o che erano sospettati di collaborare con le forze armate. Frequenti furono anche le torture, le sevizie e gli stupri. Per punire e intimidire la popolazione civile che tentava di controllare, Sendero Luminoso compì anche massacri indiscriminati di civili.
Pesanti furono anche le responsabilità dei governi democraticamente eletti (Belaúnde Terry, 1980-1985 e Alan García, 1985-1990), nelle violazioni dei diritti umani.
Tra il 1983 e il 1984, nel tentativo di sconfiggere militarmente Sendero Luminoso, le forze armate organizzarono vaste incursioni nelle zone occupate dalla guerriglia, in particolare in quelle rurali. In quel periodo, furono distrutte intere comunità di contadini, in una serie di massacri sistematici e indiscriminati di civili, senza distinzione di età, sesso e condizione. Solo in quel biennio si registrarono quasi 20.000 vittime.
Nel periodo che va dal 1985-1990 la repressione si estese anche nelle città. Si formarono gruppi paramilitari stabili, che agivano seguendo l'esempio di quelli che avevano operato durante la dittatura militare in Argentina.
Particolarmente gravi furono gli episodi del giugno 1986: le forze governative uccisero centinaia di persone nelle carceri di Frontón e di Lurichango. Non si è mai potuto stabilire il numero dei reclusi assassinati, che furono poi interrati in fosse segrete anziché essere restituiti alle famiglie, né vennero accertate le responsabilità individuali di questi massacri. Nel 1996, la Commissione interamericana dei diritti umani riconobbe la responsabilità dello stato peruviano.
Sotto il governo di Alberto Fujimori (1990-2000), si entrò in una nuova fase di violazioni dei diritti umani.
Dopo i primi due anni di governo costituzionale, Fujimori nel 1992 attuò un golpe incruento esautorando le camere e la Corte suprema. Parallelamente, avviò una lotta senza tregua contro Sendero Luminoso. Nel corso dell'anno, l'esercito catturò Abimael Guzmán, fondatore e leader del gruppo guerrigliero. Grazie all'immagine di leader determinato contro il terrorismo, Fujimori venne rieletto con la maggioranza assoluta nel 1993 e nel 1996. All'indomani delle ultime elezioni, il suo governo concesse l'amnistia ai poliziotti e ai militari impegnati nella guerra al terrorismo, senza tener conto del fatto che essi erano responsabili di violazioni dei diritti umani.

Fu in quegli anni che venne costituito uno squadrone della morte conosciuto come "Gruppo Colina", sotto il controllo dell'ex capo dei servizi segreti Vladimiro Montesinos, attualmente sotto processo con decine di imputazioni. La nuova tattica fu quella dell'assassinio mirato eseguito da gruppi speciali (come nel caso dei massacri di Barrios Altos e La Cantuta), insieme a una politica di terrore nei confronti della popolazione rurale, mediante il rafforzamento dei "Comitati di difesa", gruppi composti da contadini, organizzati e tutelati dall'esercito, che operavano nelle zone di campagna.
Nel 2001 Fujimori lasciò il potere e abbandonò il paese, a causa dei brogli denunciati dall'opposizione e della scoperta di gravi casi di corruzione.
Per alcune delle violazioni commesse sotto il suo governo, il 7 aprile 2009 Fujimori (nel frattempo estradato dal Cile in Perú), è stato riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità e condannato a 25 anni di carcere da una sezione speciale della Corte suprema. Per la prima volta nell'America del Sud, un ex capo di stato è stato giudicato e condannato per gravi violazioni dei diritti umani da un organo di giustizia del proprio paese. L'ex presidente ha annunciato ricorso.
Secondo i dati più recenti in possesso di Amnesty International, la situazione dei diritti umani in Perú preoccupa in modo particolare per quanto riguarda l'impunità per gli autori delle passate violazioni, compresi i numerosissimi stupri e le violenze (di cui sono state vittime soprattutto le donne appartenenti alle minoranze etniche), le difficili condizioni carcerarie, gli attacchi nei confronti dei difensori dei diritti umani e lo scarso accesso ai servizi sanitari relativi alla maternità nelle zone rurali.
Il Perú è, infatti, uno dei paesi dell'America Latina ad avere il più alto numero di decessi legati alla gravidanza e alla maternità.

Nella maggioranza dei casi le morti avvengono nelle zone rurali e povere del paese dove l'assistenza sanitaria è scarsa o non attenta alle consuetudini culturali millenarie. Oltre alla discriminazione, la causa principale di questa situazione risiede nella povertà: spesso le donne non possono permettersi il costo delle cure mediche o del viaggio necessario per raggiungere un presidio sanitario.
Grosse difficoltà sono determinate anche dalla scarsa divulgazione di informazioni circa l'utilizzo di metodi anticoncezionali che eviterebbero il susseguirsi di gravidanze che finiscono per mettere a rischio la vita di madre e bambino.
Gli aborti non effettuati in condizioni di sicurezza e nelle strutture sanitarie abilitate, sono a loro volta causa di decessi o lesioni permanenti. In Perú, l'aborto è legale solo in caso di rischio per la vita della madre. Le donne appartenenti alle classi più povere, e quindi maggiormente esposte a gravidanze indesiderate (anche perché più spesso vittime di stupro), sono costrette a ricorrere ad aborti clandestini che mettono a rischio la loro salute se non la loro stessa vita.

-Fonte Amnesty International-


Una breve presentazione video di un film attinente, Il canto di Paloma.



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